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DIAGNOSI DI TRICHOMONAS VAGINALIS

 

All’esame obiettivo la vulva si presenta diffusamente eritematosa, spesso edematosa e con possibili escoriazioni. La tipica leucorrea da Trichomonas vaginalis viene spesso descritta come giallo-verdastra e schiumosa; tuttavia solo una stretta minoranza di casi presenta queste tipiche caratteristiche. Nell'infezione da Trichomonas vaginalis la perdita e' grigia in circa 3/4 delle pazienti, e' gialla o verde in meno della metà dei casi. La parete vaginale si presenta eritematosa, in alcuni casi con un aspetto di tipo granulare. Diffuse emorragie puntiformi possono conferire alla cervice un caratteristico aspetto a fragola (colpite maculare)

Benche' patognomonici, sintomi e segni di infezione non bastano, da soli, ad una sicura diagnosi di tricomoniasi. L’osservazione diretta del parassita al microscopio e/o la coltura devono confermare la natura della vaginite da Trichomonas Vaginalis. L’esame microscopico a fresco, eseguito su vetrino dopo sospensione del secreto vaginale in soluzione salina, consente di riconoscere facilmente il parassita che conserva la sua caratteristica motilità' propulsiva .

Trichomonas Vaginalis
Trichomonas Vaginalis

Basta l’osservazione di un singolo Trichomonas per porre una corretta diagnosi. Sfortunatamente pero' l’esame a fresco rivela presenza del parassita solo nel 40-80% delle donne infette. Il PAP test della cervice ha una sensibilità del 60-70%, del tutto equivalente a quella dello striscio a fresco. La coltura rappresenta percio', a pieno titolo, il metodo gold standard. Possiede infatti una sensibilità del 95% e puo' essere utilizzata anche nel maschio, per la ricerca del protozoo su sedimento urinario, dopo massaggio prostatico.

Franco Vicariotto
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
franco.vicariotto@ecosistemavaginale.it

 questa pagina è aggiornata al 16/05/2005

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