|
Già
nell’infanzia si possono
sviluppare vulvovaginiti, in
genere causate da germi
facilmente eliminabili. Una
corretta igiene personale,
infatti, svolge una funzione non
solo preventiva, ma talvolta
anche curativa
|
|
|
Problemi ginecologici nelle bambine
che non sono ancora arrivate alle
soglie della pubertà? Molti
penseranno che si tratti di eventi
impossibili, invece è vero il
contrario, almeno per le
vulvovaginiti: queste infezioni del
tratto genitale femminile sono in
realtà molto frequenti nelle bimbe,
come segnala uno studio pubblicato
sul British Medical Journal. Lo
conferma la professoressa Mariangela
Cisternino, pediatra presso il
Dipartimento di Scienze Pediatriche
del Policlinico San Matteo di Pavia
e vicepresidente della Società
Italiana di Ginecologia
dell'Infanzia e dell'Adolescenza,
che spiega: «Prima dello sviluppo
sessuale l'ambiente vaginale delle
bambine è privo di estrogeni ed è
caratterizzato da una mucosa sottile
e da un pH alcalino. Ciò favorisce
l'attecchimento di microrganismi che
possono contaminare l'area genitale
arrivando da ano e uretra, entrambi
molto vicini allo sbocco vaginale».
Nella maggioranza dei casi si tratta
di germi aspecifici, che non
richiedono l'uso di antibiotici per
via generale: le caratteristiche
dell'ambiente vaginale delle bimbe
ostacola la comparsa di infezioni
assai comuni in età adulta come
candida, trichomonas, clamydia e
gonococco.
I germi
«La candida va sospettata soltanto se la vulvovaginite compare dopo cure prolungate con antibiotici o in bambine affette da diabete, mentre gli altri germi andranno ricercati nel sospetto di abuso sessuale» precisa l'esperta. «Raramente - prosegue la specialista - la causa è lo streptococco beta-emolitico, responsabile di malattie come le tonsilliti, la scarlattina o la malattia reumatica, che viene portato nella zona genitale attraverso le mani della bambina stessa: in questi casi è importante una valutazione approfondita per scoprire se altrove non vi sia un "serbatoio" del batterio. Molto più diffuse le vulvovaginiti da ossiuri, provocate da vermetti intestinali che, di notte, si spostano verso la vulva e la vagina della bimba per deporvi uova irritanti per la mucosa.Naturalmente per scoprire il problema devono essere condotti test appropriati, seguiti da terapie specifiche». Il più delle volte bastano cure come lavande a base di blandi disinfettanti e l'applicazione per qualche giorno di creme antibiotiche. Nonostante ciò, è opportuno recarsi dal medico non appena se ne notano i sintomi tipici, ovvero le perdite vaginali (di solito sono biancastre, ma possono avere consistenza, odore e colore diverso) e l'arrossamento esterno, o se la bimba riferisce prurito e bruciore quando fa pipì.
Norme igieniche
«Trattandosi di infezioni banali, le ansie sono fuori luogo: basti pensare che molti casi si risolvono da soli, non appena si adottano misure igieniche corrette» aggiunge l’esperta. «Non dobbiamo dimenticare - sottolinea la professoressa Mariangela Cisternino - che il motivo principale della comparsa di vulvovaginiti nelle bambine risiede nelle cattive abitudini. Lavarsi con bagnoschiuma o saponi aggressivipuò portare a vaginiti con perdite ematiche». «Ugualmente "pericoloso" - conclude la specialista - detergersi i genitali andando dal dietro al davanti, oppure togliersi le mutandine tenendo ancora indosso le scarpe: in poche parole, una buona igiene locale allo stesso tempo previene e cura le vulvovaginiti nelle bimbe. |

