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TERAPIE NATURALI E ALTERNATIVE

Preparati contenenti lattobacilli

Nelle vaginosi batteriche la sola terapia antibiotica non riesce ad evitare il rischio di recidive, che si presentano con una frequenza molto alta. L’uso di probiotici ripristina l’equilibrio biologico stabilizzando l’ecosistema vaginale ed ostacolando la prevalenza dei microrganismi patogeni. Il fallimento di queste terapie e’ dovuto al fatto che i lattobacilli sono sottoposti a clearance vaginale troppo velocemente e non sono in grado di sopravvivere se l’ambiente vaginale  non e’ acido

Acidificanti

Lavande, capsule, candelette per uso locale contenenti acido lattico hanno un breve effetto poiche’ vengono prontamente assorbiti e metabolizzati. Le lavande, inoltre, sono responsabili dell’asportazione del muco vaginale

Polimeri (policarbofil)

In questi ultimi anni un interesse sempre crescente e’ stato rivolto allo sviluppo di forme di dosaggio bioadesive per la somministrazione di principi attivi per via gastrointestinale, orale, nasale, oculare e vaginale. Un sistema bioadesivo offre infatti il grande vantaggio di distribuirsi sulla mucosa vaginale e di aderirvi con un meccanismo del tutto fisiologico mimando la funzione e le caratteristiche del muco , prolungando inoltre la permanenza del farmaco in situ e riducendo il numero di somministrazioni.

Acido borico

Anche in ambito medico si sfruttano da tempo le caratteristiche dell’acido borico, contenuto in molte preparazioni farmacologiche da banco. Le proprieta’ fungicide dell’acido borico vengono sfruttate in ambito ginecologico e dermatologico per il trattamento delle  vulvovaginiti micotiche. (VVC)

Si stima che il 75% circa delle donne in eta’ fertile abbia sofferto di almeno un episodio di vulvovaginiti micotiche e che il 40-50% di queste vada incontro ad una seconda infezione. Una percentuale significativa (circa il 15%9 di donne con diagnosi di vulvovaginiti micotiche sviluppa la condizione patologica conosciuta come vulvovaginite recididivante da Candida (RVVC), definita come 3 o piu’ episodi di vulvovaginiti micotiche, confermati colturalmente, in 12 mesi. In particolare, numerosi studi hanno dimostrato come le recidive siano imputabili prevalentenente a ceppi non-albicans, dotati di maggiore resistenza ai comuni agenti antimicotici. Il trattamento ottimale per le vulvovaginiti micotiche recidivanti non e’ ancora definito; le “linee guida del 2000 per il trattamento delle malattie sessualmente trasmesse” redatto dallo staff del CDC (Center for Disease Control and Prevention) raccomandano un trattamento intensivo iniziale con azoli protratto per 10-14 giorni, fatto seguire immediatamente da un regime di mantenimento con basse dosi per un periodo di almeno 6 mesi. Una alternativa e’ rappresentata dall’acido borico, che si e’ dimostrato efficace quanto gli azoli si nell’episodio acuto che nella prevenzione delle ricorrenze, specialmente nelle infezioni dovute a ceppi non-abicans.

Meccanismo d’azione

L’acido borico ha una provata azione fungistatica e moderatamente batteriostatica, anche se il suo esatto meccanismo d’azione non e’ stato ancora del tutto chiarito.

Forme recidivanti

Anche nella nostra esperienza l’acido borico si e’ rivelato una efficace alternativa al trattamento con azoli nella terapia di mantenimento a lungo termine delle forme recidivanti di candidosi. La buona compliance alla terapia con acido borico, la risoluzione dei sintomi e la percentuale di guarigione, indicano il trattamento con acido borico come una valida alternativa alla terapia orale di mantenimento. Il riscontro negli ultimi anni, di un’alta percentuale di ceppi non-albicans nelle vulvovaginiti micotiche, potrebbe suggerire l’uso dell’acido borico in casi selezionati di vulvovaginiti micotiche, al primo attacco. La disponibilita’ dell’acido borico per uso locale, anche come lozione o crema, suggerisce il suo impiego nei ceppi non-albicans dove la sintomatologia vulvare e’ prevalente. Da quanto detto finora si evince che l’acido borico,  non e’ da considerarsi un presidio terapeutico per le forme semplici di vulvovaginite micotica, essendovi a disposizione preparati efficaci anche monosomministrazione, ma piuttosto un utile strumento nel trattamento delle forme resistenti alle terapie azoliche o recidivanti idiopatiche.

Vitamina C

Un’importante novita’ consiste nell’utilizzo in vagina, a scopo acidificante della vitamina C (acido ascorbico). Il razionale si basa sulle numerose ed importanti attivita’ della vitamina C: acidificazione in modo efficace per lungo tempo, potenziamento delle difese immunitarie dell’ospite (?) e neutralizzazione delle formazione di nitrossamine evitando la comparsa dell’odore sgradevole di pesce presente nei casi di VB

Franco Vicariotto
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
franco.vicariotto@ecosistemavaginale.it

questa pagina è aggiornata al 15/05/2005

patologia diagnosi terapia linee guida microbiologia
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