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Come già annunciato nella pagina iniziale di questo sito, le informazioni qui riportate hanno carattere personale e non devono assolutamente intendersi come sostitutive dell’atto medico. S’invitano gli utenti, che non sono operatori professionali nel settore medico, a consultare sempre il proprio medico curante. TERAPIA DELLA VAGINOSIIn linea generale le caratteristiche del farmaco “ideale” sono rappresentate da :
La mancanza a tutt'oggi, di trials su casistiche delle vaginosi sufficientemente ampie che ci permettano di codificare delle linee guida e di considerare la reale necessita’ di un trattamento antibiotico sicuro, efficace e curativo in donne con vulvovaginite batterica ma asintomatiche, inficia i dati di molti lavori presenti in letteratura. Gli studi di correlazione tra vulvovaginite batterica e parto pretermine suggeriscono, d'altra parte, che il trattamento antibiotico dell'infezione puo’ ridurre la frequenza del parto pretermine. A tal proposito diviene pero’ problematico definire quale debba essere l'antibiotico di prima scelta. Il metronidazolo orale e’ da sempre considerato il trattamento di prima scelta nelle BV per la sua attivita’ contro gli anaerobi associati. Il Lattobacillo e’ inoltre insensibile all'azione del metronidazolo favorendone quindi la ricolonizzazione a scapito degli altri germi patogeni. Diversi studi sconsigliano l'uso del metronidazolo in gravidanza, per il suo effetto mutageno, almeno limitatamente al 1° trimestre di eta’ gestazionale. E’ tuttavia auspicabile l'utilizzo del metronidazolo esclusivamente per via topica. Secondo le linee guida pubblicate dal Center of diseases control (CDC) di Atlanta :"….essendo controindicato il metronidazolo durante il 1° trimestre di gravidanza, una crema vaginale a base di clindamicina (la formulazione vaginale e’ da preferirsi all'orale per la minore esposizione del feto al farmaco) rappresenta il trattamento ottimale dell'infezione. Durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza, si puo’ utilizzare il metronidazolo orale, sebbene le formulazioni topiche di metronidazolo gel o clindamicina crema siano da preferirsi…….Sono necessari trials randomizzati controllati che verifichino la diminuzione di outcome avversi in gravide con vulvovaginite batterica sottoposte a trattamneto antibiotico”. Tale consensus edito nel 1993 e’ parzialmente criticabile alla luce dei diversi lavori pubblicati su importanti riviste internazionali in questi ultimi anni che tenderebbero a favorire l'utilizzo del metronidazolo orale in qualsiasi epoca di gravidanza, in quanto unico presidio farmacologico realmente efficace sia nel curare la VB che nel prevenire il parto pretermine. Non a caso le nuove "Guidelines STD 2002" consigliano di curare la vulvovaginite batterica in gravidanza solo in pazienti sintomatiche, in epoca precoce di gravidanza e con trattamento orale con metronidazolo (250mg 3 volte al di’ per 7gg) o clindamicina (300mg 2 volte al di’ per 7gg). Fino a questo momento e’ estremamente difficile proporre delle linee guida. In Italia si evita l'utilizzo del metronidazolo per via orale, si e’ invece piu’ propensi all'utilizzo di formulazioni orali o topiche di preparati a base di clindamicina . La clindamicina ha una elevata attivita’ battericida contro i batteri anaerobi e piu’ modesta nei confronti della G. vaginalis. La soministrazione per via sistemica evidenzia in genere percentuali di risoluzioni cliniche e/o microbiolologiche molto elevate, paragonabili a quella del metronidazolo. Discordanti sono invece i dati della letteratura nei confronti della formulazione topica della clindamicina. Tale formulazione ha un assorbimento sistemico scarso (circa il 4%), determinando livelli plasmatici di farmaco estremamente bassi e riducendo di conseguenza, la possibilita’ di incidenza di effetti collaterali sistemici. Ma pur a fronte di una dimostrata efficacia clinica e microbiologica di tale formulazione nella cura della VB si ritiene, oramai quasi unanimemente che la clindamicina crema vaginale al 2% non migliorerebbe l’outcome della gravidanza. La modesta quota di fallimenti terapeutici potrebbe essere legata alla scarsa sensibilita’ del Mobiluncus curtisii all'azione del farmaco. Altri farmaci come l'ampicillina (via orale e topica), l'eritromicina (via orale), la meclociclina (Via parenterale o topica) e la benzidamina possono essere impiegati come farmaci di seconda linea. ...
Franco
Vicariotto PROSEGUE CON "VAGINOSI BATTERICA E TERAPIA" questa pagina è aggiornata al 03/06/2005
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